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Anonymous contro Madrid: la battaglia online per la Catalogna

ANONYMOUS si è schierato. Gli hacker della nebulosa comunità di attivisti digitali ha messo a segno negli ultimi giorni una serie di operazioni che non lasciano dubbi. L'attacco informatico, partito sabato scorso, è stato battezzato #OpCatalunya e #FreeCatalunya. Un'azione, che ha prima paralizzato per un'ora, fino alle 20 di sabato scorso, il sito della Corte Costituzionale spagnola e ieri quello dei servizi di sicurezza, nata dopo la decisione del governo guidato da Mariano Rajoy di applicare l'articolo 155 della Carta iberica, che prevede un commissariamento di fatto della Generalitat di Barcellona.

Non solo. Insieme agli attacchi principali a base di DDos (fra le vittime anche Banca March, Protezione Civile, Università della Coruña, Politecnico di Valencia, Università di Alicante) è anche partita una campagna più ampia di defacement, cioè di manipolazione e modifica dei contenuti di siti e pagine web, nei confronti degli enti responsabili di aver ferito elettori e dimostranti dal giorno del referendum del primo ottobre in poi. Movimenti se ne erano registrati anche prima di sabato 21, stando almeno alle dichiarazioni del Dipartimento di sicurezza nazionale, che ha indicato come durante le ultime settimane diverse pagine statali abbiano subito l'attenzione degli hacker. Non sono d'altronde mancate rivendicazioni con post su Twitter delle schermate dei siti non più raggiungibili. D'altronde lo stesso governo aveva bloccato, secondo l'Osservatorio sulle interferenze nella rete Ooni, decine di pagine web collegate al referendum a partire almeno dal 25 settembre scorso e fino al primo ottobre.

"Se il vostro sito è stato defaced siete responsabili di questi fatti - scrivono gli hacktivisti - aspettatevi i nostri attacchi contro il nostro sistema". Il messaggio si chiude con il solito motto: "Non dimentichiamo, non perdoniamo, aspettateci". Fra i siti colpiti quelli di ministeri e partiti politici come della fondazione intitolata all'ex dittatore Francisco Franco. Non solo defacement: durante gli attacchi sarebbero stati sottratti anche file e informazioni sensibili fra cui le credenziali di accesso ai sistemi di alcune piattaforme governative

L'ultimo tassello è l'attacco, la notte scorsa, del sito dei servizi segreti spagnoli del Cni, rimasto irraggiungibile per un'ora. Anonymous pretende la scarcerazione dei due 'detenuti politici' Jordi Sànchez e Jordi Cuixart, i due leader indipendentisti più popolari, leader rispettivamente dell'Assemblea Nazionale Catalana (Anc) e di Ómnium. Accusati di sedizione, sono sottoposti a carcerazione preventiva.

Anonymous ha tuttavia dovuto subire anche una controffensiva: si tratta della reazione di un gruppo che ha colpito la chat Irc, usata dagli hacker per coordinarsi. SpainSquad, questo il nome di chi ha portato a termine la rappresaglia, è evidentemente ostile alle rivendicazioni catalane

 

Fonte: www.repubblica.it