Friday, 27 March 2020 15:44

LA PRIVACY AI TEMPI DEL COVID-19 - pt.1

La lungimirante azione con cui il Sindaco di Casamassima Giuseppe Nitti ha affrontato il problema "Assembramento menefreghisti da Covid-19" grazie all'utilizzo di droni, ha subito riscosso un grande successo ed è diventato un modello replicato in tutta Italia.
L'argomento, però, ha suscitato l'interesse non solo di noti amministratori locali, ma anche delle maggiori testate giornalistiche italiane che da subito hanno sollevato il problema della violazione della Privacy.

Ma, dopo l'ennesimo messaggio ricevuto da parte di amici e conoscenti in merito all'utilizzo dei droni per la sorveglianza del nostro territorio e alla presunta violazione della privacy, ritengo sia opportuno un approfondimento.

Questo è il primo di tre focus sul tema "la Privacy ai tempi del Covid-19" e presuppone la conoscenza di:

In questo primo approfondimento cercherò di spiegare lo scenario in cui ci muoviamo.

La storia ci insegna che, in casi di emergenza, il fragile equilibrio tra diritti e sicurezza tenda sempre verso quest'ultima. Un tema assai vasto che però non trova mai momenti di confronto veri e propri.
Paesi come la Corea del Sud e Israele, grazie al geotracking, hanno messo in campo strumenti molto avanzati per la tracciatura di cose e persone, suscitando, inevitabilmente, la sensibilità di molti. Un tema sul quale gli Stati apparentemente non si stanno ancora pronunciando, presi come sono dalla gestione dell'emergenza virus.
Siamo (ed io in particolare) molto convinti che quello che sta succedendo genererà un vero e proprio Social-Shock, che creerà le basi per un nuovo concetto di "rapporto Stato/Cittadino" dove la concezione di "Diritti", così come lo intendiamo oggi, sarà molto stravolta.

Abbiamo mai notato che appena scesi dall'aereo riceviamo un messaggio che ci da il benvenuto nel territorio destinazione e ci offre dei servizi per visitarlo? E in quanti abbiamo hanno usato la App di Uber? E quanti, mi riferisco agli abitanti delle grandi città, pianificano la propria giornata in funzione delle App che tracciano gli spostamenti dei mezzi pubblici? Bene, siamo l'esempio concreto dell'applicazione di queste nuove metodologie che altro non fanno che entrare nei nostri dispositivi e comunicare, a chi sta dall'altra parte, dove siamo e cosa stiamo facendo e, probabilmente, molto altro ancora.

Il modello sudcoreano, basato su un massiccio intreccio tra dati ed esperienze individuali, si sta affermando come la rotta da seguire, soprattutto alla luce dei dati che parlano di un rapporto decessi/numero abitanti molto basso e della concreta possibilità di non paralizzare il "Sistema Paese" con blockdown troppo lunghi. Un esempio dove emerge chiaramente la matrice autoritaria dello Stato che, come il Grande Fratello in Cina, sorveglia e controlla i propri cittadini.
In Israele, paese notoriamente vicino agli USA, le stesse applicazioni usate per tracciare i terroristi verranno estese alla cittadinanza per controllare gli spostamenti dei contagiati da Covid-19.

E che ci piaccia o no, è proprio da qui che partiremo: dal modello israeliano.